lupo

Lupo, il romanzo di Valentino Antonio Mora

E’ sempre bello consigliare dei romanzi che ti hanno fatto bene leggendoli, è questo il caso di Lupo dell’autore Novarese Valentino Antonio Mora.
Continuate a leggere questo articolo per conoscere la trama del romanzo e le nostre impressioni.
E ci raccomandiamo di non perdervi anche l’intervista all’autore, che vi aiuterà a conoscerlo meglio.

Di cosa parla Lupo?

Il protagonista di questa originale storia è Lorenzo, un uomo che ha bisogno di una tregua dalla sua vita.
Dopo la perdita della figlia e il divorzio sente la necessità di andarsene e ritrovare se stesso.
Per questo parte a piedi per una scarpinata nel Parco Nazionale della Val Grande in Piemonte.
La sua intenzione è di stare lontano da casa e dal suo paese per qualche settimana, ma per una serie di vicende la sua permanenza nei boschi sarà più lunga.
Imparerà a vivere assieme ai lupi, fino a che la sua anima non diventa un tutt’uno con loro.

È il racconto di un uomo che riscopre nelle cose autentiche la semplicità.

lupo

Abbiamo iniziato questo romanzo con curiosità e con la stessa siamo stati travolti da questa storia.
Lorenzo ha davvero trovato quello che cercava da tanto in quella valle, nascosto da tutto il resto del mondo.
L’autore Valentino Mora è riuscito a creare un’atmosfera e un’esperienza unica e originale.
Il protagonista principale, Lorenzo percorre la sua vita in maniera spirituale e in solitudine, anche se grazie ai lupi non è mai solo.
E’ così attaccato a questi animali che piano piano anche lui ha una trasformazione nell’anima, ma anche visivamente nel corpo.
Lorenzo ricercava da tanto una vita autentica, senza le falsità della gente e grazie a questo suo viaggio che ha intrapreso è riuscito a trovarla.
La scrittura dell’autore è forbita ma semplice da seguire e la storia che racconta particolare ed insolita, per questo si legge con particolare attenzione.
Letto davvero volentieri, lo consigliamo anche a voi!

Intervista all’autore Valentino Antonio Mora

Siamo rimasti ammirati per la bravura dell’autore Valentino Mora in questo romanzo che abbiamo voluto rivolgergli delle domande.
In questo modo ora lo conosciamo meglio, lo ringraziamo per averci risposto e speriamo che questa intervista piaccia a voi quanto è piaciuta a noi.

Ciao Valentino, raccontaci chi sei e come nasce la tua voglia di scrivere 

Sono nato a Bolzano Novarese, un paesino sulla sponda orientale del lago d’Orta, dove vivo tuttora. Insegnante, con la passione per la montagna e l’astrofisica.
Ho dedicato lunghi periodi della mia vita allo sport, al teatro (regista, mimo, attore e scrittore di testi teatrali) e alla pittura.
Nel 1992 ho frequentato il Laboratorio di scrittura di Sebastiano Vassalli e Lorenzo Fazio.
Nel 2000 una delle mie poesie è apparsa (come vincitrice) sulla rubrica n° 241 di “Specchio” («La Stampa»).
Fu tenuta dallo scrittore, giornalista e poeta Maurizio Cucchi: “La poesia della settimana”.

Già dall’adolescenza, il fascino e la curiosità per tutto ciò che riguardava l’ambito esistenziale mi spingevano di sera, spesso a notte fonda, a mettere per iscritto ciò che i miei occhi e la mia mente avevano catturato durante il giorno, quando, con la mia chitarra in mano, giravo per il mio paese, cercando di saperne di più sui destini ultimi dell’uomo e dell’universo.
E poiché queste domande non hanno mai potuto avere quella risposta sostanziosa che desideravo, ho continuato a scrivere, auspicando alla fine di trovarla.
Scrittura, che assume sempre più il profilo di una sorta di corrispondenza tra la scorza e la divinità.
Tra l’esteriore provvisorio di noi stessi e l’intima saggezza dell’artista che, come per magia, attraverso le sue stesse opere, sa indicare alle caducità dell’individuo imperfetto e passeggero la via da seguire, svelando quelle verità, pur sempre schermate di mistero, che altrimenti un semplice essere umano mai potrebbe cogliere.

Senza la scrittura, dunque, che nel mio caso non è un desiderio ma un bisogno, sarebbe come vivere solo parte della vita.
Lontano da quella realtà che l’esigenza personale di ricerca ha sempre cercato di plasmare integralmente.

Raccontaci ora delle tue pubblicazioni

Ho pubblicato cinque libri di poesie: “Vorrei che tutto fosse ma è già”, “Le sfere nei pensieri”, “Melagrana”.
“Barche” titolo presente sul volume I poeti italiani contemporanei e sono stato coautore di “CET 2018” Scuola autori di Mogol.
Cinque romanzi: “Ingravo (il paese dei mulini)”, “Nubi (l’enigma del tempo)”, “La scala infinita (Lassù non si beve il vino)”, “Ombre senza volto” e “Lupo”.
Due volumi dedicati al mio paese: “Bolzano. Leggenda. Cronaca e storia” e “Bolzano si racconta. Bolzano, la sua gente”.
Romanzi inediti: “Un Pilastro di cartone” ambientato in una valle del Verbano.

Da dove nasce l’idea di questo romanzo, Lupo?

L’idea nasce dal bisogno di schiettezza che purtroppo la società, con le sue urgenze fredde e grossolane di affrontare l’esistenza, ci nega.
Provare a uscirne, come accade nel romanzo, è un po’ come cercare quell’ago nel pagliaio che forse non si troverà mai.
Ma che la speranza di individuarne anche soltanto un luccichio ci stimola a perseverare nell’indagine, tanto che le metamorfosi interne possano persino sagomare la dura e sacrosanta cornice delle tangibilità.
Fino a forgiare cambiamenti ritenuti in terra pressoché impensabili e perlomeno renderli probabili.
Come il Lupo del mio libro che, sebbene possa sembrare a prima vista qualcosa al di fuori di una possibile concezione antropica, a una più attenta analisi può diventare persino comprensibile.
Per una reale e naturale trasformazione, che si contrappone all’umana indifferenza.

Hai già qualche idea per la tua prossima pubblicazione?  Puoi svelarci qualcosa?

Sto scrivendo “Un Pilastro di cartone”.
È un romanzo che parla di un piccolo paese, Pilastro, ubicato in una valle del Verbano, che è spazzato via, in seguito al cedimento di una diga.
Il personaggio principale della vicenda è un cero Luciano Alfredo Racca che, ormai ottantenne, ritorna dopo più di quarant’anni sul posto per rivedere i luoghi della sua gioventù.
Angoli di paese, tra l’altro, pressoché scomparsi.
Ripercorrendo quei sentieri spogli, tra i veri ricordi che gli ripopolano la mente, le fantasie e i fantasmi del passato, rivive gli episodi più espressivi che hanno visto per protagonisti quelle persone amiche perse nella tragedia.
O in quelle che hanno avuto la fortuna, com’è capitato a lui, di salvarsi, sebbene, subito dopo, la sventura di doversene andare per sempre dal paese.

Il successivo incontro che Luciano ha con un individuo dal fare un po’ selvatico, che vive nascostamente in questi luoghi spopolati, spinge la storia in altre direzioni.
Deviando necessariamente su obiettivi molto diversi da quelli previsti in precedenza.
Dal semplice rimpatrio, unicamente di rinforzo alle memorie giovanili, Luciano si scopre a fare i conti con ben altro.
Con qualcosa che, volente o nolente, gli rispolvera movenze che, ormai vecchio e prossimo all’ineluttabile fatalità del destino, aveva ormai chiuso a chiave per sempre nel cassetto delle cose da dimenticare.
Trovandosi incredibilmente a rimettere in moto quella freschezza di intenti cui da tempo aveva detto addio.
L’ambiente in cui si svolge la vicenda è sulla falsa riga del romanzo precedente “Lupo”, dove permane ancora tra le righe quel bisogno di semplicità che la nostra società, con i suoi metodi più che discutibili, giorno dopo giorno, sebbene spesso involontariamente, rozzamente spegne, senza benevole parvenze di pietà.

Lupo è un romanzo edito da BookSprint Edizioni, nata come alternativa alla grandi case editrici.

Per altri consigli di lettura potete consultare la nostra sezione Libri e Viaggi!
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