Ospitiamo con grande piacere l’autore Emiliano Fossati, oggi ci racconta di Portofino, località ligure che non ha bisogno di presentazioni.
Lasciamo la parola a lui in questo guest post e raccontateci anche voi nei commenti la vostra esperienza a Portofino. 

Portofino

Portofino è oggi uno dei luoghi più famosi al mondo, visitato da innumerevoli turisti.
Nel suo porticciolo sostano gli yacht più lussuosi. Lungo la ripa le case dei pescatori con i loro tradizionali colori liguri sono al loro posto, immutate all’esterno ma ristrutturate all’interno, adesso ricche residenze di vacanza.
A ponente il castello domina il porto, mentre più in alto la chiesetta di San Giorgio si affaccia da una parte sul porto e dall’altra sul mare aperto.

portofino

Il comune di Portofino ha ora solo poco meno di 400 abitanti, e nei numerosi negozi di lusso (sia di abiti sia di gioielli) lavorano principalmente persone che raggiungono il paese ogni mattina.
Il borgo, protetto dal monte, sta alle spalle del porto e davanti una ampia spiaggia circondata da case.
É un posto incantevole che merita più di un solo passaggio quale sia la stagione. Già Maupassant scrisse una poesia su Portofino.
Poco conosciuta è invece la sua lunga storia.

Trekking al Parco naturale regionale di Portofino

La storia di Portofino

Portofino, anticamente noto col nome di Portus Delphini è il miglior porto naturale della Liguria, riparato da tutti i venti ed accessibile con qualunque stato del mare.
Per questo è usato ai tempi dai fenici, che pure probabilmente vi si stabilirono.
I romani ne fecero una base della loro flotta e vi costruirono un borgo con cardi e decumani, cioè vie a incrocio ortogonale (in Liguria solo a Genova, Chiavari e Recco si trovano urbanizzazioni di questo tipo). La costruzione nel 109 a.C. della strada litoranea da Luni a Genova, tagliò fuori Portofino dall’entroterra.

Nel basso Medio Evo fu essenzialmente un borgo di pescatori. Dall’inizio dell’11° secolo Portofino appartenne all’abbazia di San Fruttuoso (costruita in una piccola baia del promontorio) fino al 1175, quando il papa Alessandro III lo cedette a Rapallo. Genova ne prese possesso nel 1229 e ne fece una base navale, indispensabile per la sua protezione.
Un gran numero di personaggi fece scalo nel suo porto: oltre al papa sopra ricordato, Riccardo Cuor di Leone in partenza per la crociata, papa Gregorio XI di ritorno da Avignone, Francesco I di Francia da prigioniero, Maria de’ Medici andando sposa al re di Francia.

Il castello sul promontorio ricevette la sua forma attuale nel 400.
Dismesso e abbandonato nell’800, è acquistato dal console inglese a Genova, che decide di restauralo. Ancora adesso è conosciuto col suo nome: castello Brown.
Alla struttura romana del borgo di Portofino si aggiunsero poi a destra e a sinistra le due palazzate1 a mare con case unifamiliari di pescatori che utilizzavano il pianoterra come ricovero per le barche.
Nell’800 era solo un borgo di pescatori.
Il suo sviluppo turistico inizia negli ultimi decenni del secolo quando è scoperto da ricchi milanesi.

I monasteri del monte di Portofino

Molti monasteri sono stabiliti sul promontorio di Portofino e ai suoi margini probabilmente tenuto conto della sua natura possente e selvaggia, che favoriva l’isolamento e il misticismo. Di seguito la storia dei principali, iniziando da ponente.

San Nicolò

Sul lato a ponente del promontorio, costruito nei primi anni del 1100, il monastero di San Nicolò, forse su una cappella già esistente. Furono in monaci della Congregazione di San Rufo (la cui centrale spagnola per molto tempo ne ha rivendicato la proprietà) a gestire l’Abbazia fino a alla metà del 1400. Restò poi in funzione, con qualche interruzione e altri ordini monastici, fino alla sua definitiva chiusura nel 1800 per le leggi napoleoniche.

Il monastero quindi abbandonato e si degradò, poi nel 1854 è venduto col terreno circostante a un armatore di Camogli, il capitano Bozzo. Costui restaurò la chiesa e costruì sulle rovine del monastero un caseggiato di abitazione per pescatori.

La chiesa, a una sola navata, è adesso aperta ed è una dei più antichi esempi di architettura romanica della Liguria. Sul davanti, il sagrato è una grande terrazza arborata affacciata direttamente sul golfo di Camogli.

San Fruttuoso

È di gran lunga il monastero più noto.
La sua origine risale a San Prospero, vescovo di Tarragona in Spagna, il quale abbandonò la sua sede nel 711 per sfuggire all’invasione saracena, portando con sé le reliquie dei tre santi locali, S. Fruttuoso, S. Augurio e S. Eulogio, martirizzati nel 259.
Arrivato per mare a Camogli, dopo aver esitato in Sardegna, le depose per maggior sicurezza nella profonda insenatura omonima sul fronte meridionale del monte, difficilmente raggiungibile da terra.

Sul posto, dove forse vi era già dal 500 un cenacolo monastico, fu costruito un primo monastero benedettino.
Questo, danneggiato da un’incursione saracena nel 936, fu subito ricostruito ed elevato ad Abbazia.
La sua fama e importanza crebbero enormemente, così che intorno all’anno 1000 la regina Adelaide di Borgogna le concesse dei possedimenti, non solo nei dintorni, ma anche oltre l’Appennino, fino a Acqui e Tortona. Ottenne pure la giurisdizione su diverse chiese da Portofino a Genova.

san fruttuoso portofino

Dopo le crociate, con l’accresciuta potenza di Genova anche a detrimento dei poteri religiosi, iniziò il declino dell’Abbazia, che tuttavia restò Commenda dal 1467 al 1883.
San Fruttuoso fu collegato ai Doria dal 1125, quando uno dei suoi monaci fece costruire la chiesa di San Matteo a Genova, nel quartiere di quella famiglia.
Poco alla volta, i Doria da protetti divennero protettori di San Fruttuoso. Nel 1550 Andrea Doria fece restaurare gli edifici e il papa gli concesse il giuspatronato a condizione che facesse costruire a sue spese la torre di difesa contro i corsari, tuttora esistente.
Nel chiostro, oltre le tombe dei Doria si trova anche quella di un’umile donna, Maria Avegno, come riconoscimento per il suo eroismo. Infatti durante la guerra di Crimea, soldati e materiale partivano da Genova e nel 1854 un bastimento prese fuoco presso S. Fruttuoso. Maria morì annegata dopo aver salvato molti naufraghi.

L’abbazia, con il villaggio dei pescatori e le terre che la sovrastano, è rimasta proprietà dei Doria fino al 1983, quando viene regalata al FAI.
La chiesa inizialmente è edificata sopra una fonte che sgorgava vicino alla riva.
Il monastero invece è costruito in fasi successive dal 1000 al 1100.
La facciata a mare infine viene aggiunta nella seconda metà del 13° secolo, e le sue grandi arcate vengono lambite dall’acqua. La spiaggia attuale si formò solo nel 1915, in seguito ad una terribile piena del torrentello, che inondò l’abbazia, distrusse la facciata della chiesa e le case davanti ad essa, creando lo spazio dell’attuale sagrato. La chiesa attuale è quindi più corta, pur sempre dominata dalla grande torre nolare del campanile.
Sul monte, che si alza subito a destra, c’è la torre rinascimentale e al di là un’altra spiaggia e il borgo dei pescatori.

Snorkeling nella Riserva marina di Portofino

La Cervara

Era una villa sul fianco a levante del promontorio con vigneti, alberi da frutta e una casa colonica. Acquistata da un benefattore e ceduta ai monaci della Certosa di Rivarolo nel 1340, divenne un monastero benedettino una ventina d’anni dopo.

Papa Gregorio XI, tornando a Roma da Avignone, vi si fermò nel 1276 e diede all’abbazia ulteriori privilegi. Nel 1439 questa incorporò anche quella di San Fruttuoso, allora in decadenza. L’imperatore Massimiliano d’Austria vi soggiornò nel 1496 e nel 1525 vi fu tenuto prigioniero il re di Francia Francesco I°.

Dopo la grave incursione del pirata saraceno Dragut a Rapallo, i monaci fecero costruire a difesa dell’abbazia l’imponente torre quadrata posta al fianco.

All’inizio dell’800 le leggi napoleoniche hanno chiuso tutti i monasteri e la Cervara fu depredata e abbandonata.
Nel 1868 l’abbazia fu acquistata dal marchese Durazzo e poi usata come scuola per brevi periodi. Rivenduta nel 1901, i nuovi proprietari intrapresero le necessarie riparazioni. È tuttora una villa privata.

La chiesa resta la parte architettonica più rilevante del complesso.

Valle Christi

Era un monastero femminile molto importante, situato quasi al fondo della valle, a levante del monte. Fu chiuso a fine 1500, in obbedienza alle disposizioni del Concilio di Trento, che non permettevano alle monache di vivere in posti isolati.

Le sue rovine, immerse nel verde presso il campo da golf di Rapallo, sono magnifiche e dominate da un grande campanile romanico.
Solo tre conventi sono tuttora in funzione.

Convento di San Francesco

Situato al limite di Recco, il convento francescano di San Francesco fu edificato nel 1494 su un roccione ove sorgeva una delle fortificazioni a difesa del paese. La chiesa è recente, dato che quella originaria fu distrutta durante i bombardamenti dell’ultima guerra, resta invece il convento col suo chiostro. Una struttura supplementare ospita una Casa di Riposo per anziani.

Monastero di San Prospero

Edificato nel 1883, il monastero si trova affacciato sul mare a metà della salita tra Camogli e il passo della Ruta. Il punto è quello in cui morì San Prospero, il vescovo spagnolo che aveva portato in Liguria le reliquie di San Fruttuoso. Una struttura più recente dispone di alloggi per esercizi spirituali o per ferie.

Convento delle suore Missionarie Francescane

Situato in un edificio del secolo passato, il convento delle suore missionarie si trova anche lui sulla salita da Camogli al passo della Ruta.

Bibliografia:

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