Eccoci per l’appuntamento con i guest post, oggi è la volta di Stefania Dal Canto che ci racconta del suo viaggio a Lussemburgo.
Stefania nasce a Pisa nel 1990. A 3 anni è salita su un aereo per la prima volta e da allora non ha mai smesso di viaggiare.
Ha visitato oltre 50 Paesi, esperienze in parte raccontate nel suo primo libro Nchi Ya Kupendeza, diario di viaggio pubblicato nel dicembre 2021 con Bookabook.
Ama esplorare la sua bella Toscana negli angoli più insoliti, adora cucinare, la musica latino americana.
I cartoni animati giapponesi, le attività all’aria aperta e i giochi da tavolo con gli amici.
Nel tempo libero scrive sul suo blog I Was Wandering e sul profilo Instagram, oltre a immaginare sempre nuove mete e itinerari da scoprire.

Ora che la conosciamo meglio lasciamo a lei la parola e facciamoci accompagnare in questo racconto di viaggio.

Viaggio a Lussemburgo

Da tempo avevamo in programma un viaggetto in Lussemburgo, dal momento che dei nostri cari amici in Belgio non avevano ancora avuto l’occasione di visitarlo e aspettavamo di farlo insieme.
Il momento giusto si è presentato con l’aumento esponenziale dei contagi da covid-19 e la conseguente situazione sanitaria.
Ci hanno fatto rinunciare al weekend di Halloween in Transilvania, convertendo i nostri biglietti aerei per Bucarest in tratte per Bruxelles Charleroi.

I nostri amici ci verranno a prendere all’aeroporto e passeremo il confine con la loro auto.
Che scopriamo, a due giorni dalla partenza, non essere provvista di pneumatici invernali.
Cosa che si rende necessaria perché è prevista neve nella capitale del Lussemburgo.
Il nostro amico riesce in extremis a far cambiare le gomme dal concessionario e poi la nostra vacanza può cominciare!
Con calma, perché la strada che porta all’aeroporto è bloccata da uno sciopero.
Quindi siamo costretti a incamminarci a piedi per incontrare i nostri amici in auto a un paio di chilometri dall’aeroporto.

lussemburgo

Prima di raggiungere Lussemburgo, ci fermiamo in un piccolo paese lungo il tragitto dove troviamo una boulangerie aperta.
Pranziamo con una baguette farcita di prosciutto e sottaceti, e arriviamo nella capitale poco dopo pranzo.
Il tempo di parcheggiare e lasciare il nostro bagaglio (un piccolo zainetto, visto che abbiamo scelto di non imbarcare nessuna valigia) presso il Key Inn Apart Hotels di Belair e siamo pronti per uscire a piedi.

Freddo, freddo e ancora freddo.
Questa la prima inevitabile impressione della città che ci accoglie con un cielo coperto e uno splendido panorama sul Ponte Adolphe.

Il Ponte Adolphe

La nostra prima tappa è proprio il ponte che collega Boulevard Royal ad Avenue de la Liberté.
La cui particolarità è quella che è suddiviso in due livelli.
Sulla parte superiore transitano auto e mezzi pubblici, su quella inferiore pedoni e ciclisti.
In ogni caso la vista su Place de la Constitution che, nonostante siamo ancora a fine novembre, ospita già i mercatini di Natale, è magnifica.
Riusciamo già a intravedere le familiari sagome degli stand sui quali troneggia l’area del luna park con la ruota panoramica.
Sull’altro lato ci affacciamo sul parco della Pétrusse, il piccolo fiume che insieme all’Alzette si insinua tra le rocce e gole intorno alle quali sorge la capitale del Granducato.
Usciti dal ponte, scattiamo qualche foto agli edifici che ospitano le principali istituzione bancarie e finanziarie del Paese.
Poi decidiamo di tornare indietro attraversando nuovamente la parte inferiore del ponte.

lussemburgo

Place de la Constitution

Raggiungiamo finalmente Place de la Constitution.
Caratterizzata dalla colonna Gelle Fra di 21 metri di altezza sulla quale svetta una statua dorata che raffigura una donna con una corona di alloro.
Al fine di commemorare i soldati caduti durante la prima guerra mondiale.
Il nostro interesse è completamente catturato dai mercatini di Natale che non vedevamo dall’anno precedente la pandemia.
Giriamo senza meta soffermandoci a ogni chiosco che vende cibo indecisi su cosa acquistare, visto che sembra tutto buonissimo.
Anche se siamo tentati dal salmone norvegese affumicato, finiamo per acquistare uno spiedino dove sono infilzati gherigli di noce ricoperti di cioccolato fuso, buonissimo!
Ci allontaniamo momentaneamente dalla piazza, inebriati dall’aroma del vin brulé e del profumo di wurstel e salsicce cotti senza sosta sulle braci.
Odori che percepiamo benissimo nonostante le mascherine che portiamo.

Avete letto Norvegia:
il giro del Paese Scandinavo in auto
?

La Cattedrale di Notre Dame e il Municipio di Lussemburgo

Adiacente alla Place de la Constitution troviamo la Cattedrale di Notre Dame della quale visitiamo anche all’interno dotato di preziosi e ricchi arredi barocchi.
E dove troviamo, al piano inferiore, la cripta di San Pietro che contiene le tombe di numerosi membri della famiglia ducale.

Ci avviamo verso Place Guillaume II che ospita il Municipio di Lussemburgo e la statua equestre del Granduca Guglielmo II che ha dato il nome alla piazza.
Qui si tengono anche numerosi eventi musicali.
L’ingresso al Municipio è preceduto da una serie di abeti decorati che rendono l’atmosfera davvero suggestiva.
Insieme agli addobbi del resto della piazza e dei vicoli circostanti, pieni di negozi e ristoranti abbelliti di luci e ornamenti natalizi.

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Tante altre attrazioni a Lussemburgo

Passiamo davanti al Palazzo Granducale che è la residenza ufficiale dei Granduchi, edificio maestoso e imponente che vediamo solo dall’esterno.
Mentre in estate è possibile prender parte anche a una visita guidata degli interni.

Proseguiamo verso il limitare della Ville Haute, passando accanto alla grande struttura del Museo Nazionale di Arte e Storia (MNHA).
Ritrovando il fiume Alzette che scorre in basso.
Troviamo un cartello che segnala che le Casematte del Bock sono chiuse.
Quindi non possiamo visitare questo labirinto sotterraneo di cunicoli e gallerie che venivano utilizzati come presidio di difesa della città, già a partire dalla loro costruzione avvenuta nel XVIII secolo.
In ogni caso, la vista di cui si riesce a godere dal belvedere della città alta ci lascia senza fiato.
Anche perché siamo congelati dalla pioggerella sottile che comincia a cadere e che il vento gelido ci sferza addosso.
Il sole sta tramontando e il quartiere del Grund, patrimonio dell’umanità Unesco dal 1994, lo saluta accendendo le prime luci calde e soffuse nel buio che avanza.
La figura elegante e severa della Chiesa di St-Jean ci regala uno scorcio indimenticabile.

La balconata più bella d’Europa è a Lussemburgo

Non possiamo aprire gli ombrelli per il vento.
Ma non demordiamo e percorriamo qualche centinaio di metri del Chemin de la Corniche.
Ddefinito la balconata più bella d’Europa, continuando a rimirare gli affascinanti scorci del quartiere Grund che rimane alla nostra sinistra.
Appena possibile risaliamo verso il centro storico della città alta.
Raggiungendo la Place d’Armes dove si trovano altri mercatini di Natale di fronte al grande edificio dell’edificio amministrativo del Cercle Municipal.
Nel periodo di pandemia da covid-19 è diventato il luogo di incontro della Camera dei Deputati.
Ci immergiamo nella visita anche di questi mercatini finché il freddo e la pioggia non diventano troppo intensi e ripieghiamo all’interno di una birreria che affaccia sulla piazza.
Quando torniamo fuori, ci attende una bella sorpresa: la pioggia ha ceduto il posto alla neve che scende copiosa in morbidi fiocchi candidi.

La neve a Lussemburgo

Camminiamo per un po’ con gli occhi rivolti al cielo, ci è mancata tanto la neve…non vedevamo nevicare da quasi 2 anni!

Ci immergiamo in questa suggestiva atmosfera natalizia e cogliamo l’occasione per vedere di nuovo i mercatini della piazza.
Ma la temperatura è, se possibile, scesa ancora ulteriormente e giunge il momento di fare di nuovo una pausa al caldo.
Ceniamo al primo piano del ristorante La Boucherie che affaccia sulla Place d’Armes.
Una catena che avevamo già avuto modo di apprezzare nel sud della Francia.
Mentre le ampie vetrate ci permettono di continuare a veder scendere la neve.

Prima di rientrare al nostro appartamento, decidiamo di fare un’ultima sosta presso i mercatini di Place de la Constitution, tanto sono lungo la strada che dobbiamo percorrere.
E acquistiamo un ottimo kurtoskalacs, un dolce ungherese a base di pasta arrotolata e cotta intorno a un supporto cilindrico, ricoperto di zucchero e cannella.

lussemburgo

Da Lussemburgo alla volta di Viaden

La mattina seguente, quando ci svegliamo, corriamo a guardare fuori dalla finestra per vedere se sta ancora nevicando…ma la neve non si è nemmeno posata a terra dopo la nevicata della sera precedente.
Meglio così, possiamo ripartire tranquillamente in auto.
Ma prima facciamo una tappa golosa in una fornitissima pasticceria che troviamo lungo la strada dove prendiamo un succo e un pain au chocolat per colazione.

La nostra meta è il paese di Vianden insieme al suo suggestivo castello in posizione panoramica a sovrastarlo.
Il percorso è piacevolmente accompagnato da un paesaggio molto bello.
Dal momento che la neve è scesa copiosa in tutta la zona e ha tinto di bianco gli abeti, i campi e i tetti delle casette dei piccoli borghi che attraversiamo.
Troviamo molti cartelli che segnalano le deviazioni per raggiungere numerosi castelli.
Dopo 50 minuti siamo già in vista del castello di Vianden arroccato sulla sua collina leggermente spolverata di neve.
Parcheggiamo ai posti auto che si trovano proprio alla base della salita che porta al castello e ci incamminiamo verso la biglietteria.

Visitare il castello di Viaden

La visita del castello è interessante e completa.
Si segue un percorso che porta attraverso la sua storia permettendo di vedere quanto sia stato ingrandito e modificato nel corso dei secoli.
Fino a diventare uno dei più grandi castelli fortificati d’Europa.
Visitiamo gli interni dove sono state ricostruite e arredate alcune stanze.
Usciamo all’esterno per passeggiare lungo le mura, torniamo all’interno per vedere la bella cappella gotica, la cucina, l’appartamento del cuoco.

Quando usciamo dal castello si è ormai fatta l’ora di pranzo.
Facciamo una passeggiata per tutto il borgo di Vianden alla ricerca di un posto dove mangiare.
Dato il freddo e l’orario, il centro è deserto e silenzioso.
Ma gli edifici tinti di colori pastello e addobbati con le luci di Natale rendono l’atmosfera molto piacevole.
Decidiamo di mangiare a pochi passi dal museo dedicato a Victor Hugo, ospitato nell’edificio nel quale spesso trascorreva le vacanze.
Entriamo al Cafè du Pont, una bella struttura con le vetrate che si affacciano sul fiume Our.
Il menù comprende principalmente schnitzel, la cotoletta alla viennese impanata e fritta…con qualsiasi salsa, condimento, abbinamento.
Ordiniamo schnitzel per tutti e poi ripartiamo in auto per rientrare in Belgio.
La strada è solitaria e tranquilla e le distese innevate ci fanno compagnia finché non raggiungiamo il confine.

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