La recensione del romanzo “Il profumo delle foglie di tè” dell’autore Dinah Jefferies è a cura di Barbara del blog My books ‘n travel.
Articolo pubblicato precedentemente su Pasta Pizza Scones travel blog che abbiamo adottato con molto piacere.
Lasciamo subito la parola a Barbara che ci parla del romanzo che è stato numero uno in Inghilterra!

Il profumo delle foglie di tè di Dinah Jefferies

Sono giunta a Il profumo delle foglie di tè un po’ per caso, richiamata un po’ dalla copertina e soprattutto dal titolo, che già mi ricordava luoghi esotici e misteriosi.
Mai però mi sarei aspettata di innamorarmi della sua trama e, ancor di più, dello stile di scrittura della sua autrice, Dinah Jefferies.

La trama

La storia ci porta subito indietro nel tempo, tra gli anni ’20 e gli anni ’30 e, seguendo i passi della protagonista, ci trascina a Ceylon, in piena epoca coloniale inglese.
L’eroina della storia è Gwendolyn, signorina inglese di appena 19 anni, che dopo essersi sposata, segue il marito nelle sue piantagioni di tè in Sri Lanka, dove si scontra con una cultura e un luogo totalmente agli antipodi rispetto all’Inghilterra.
Inizialmente è affascinata da questo nuovo mondo, dal clima così diverso, dalla grande casa padronale nel bel mezzo della piantagione di tè e soprattutto dalla sua gravidanza, ma ben presto si ritrova a sentirsi sola perché il marito, inizialmente premuroso e presente, diventa sempre più distante e scostante nei suoi confronti.

Dovendosi occupare a tempo pieno della gestione della servitù e della casa e rimanendo sempre più tempo da sola, Gwendolyn scoprirà che la casa ha stanze chiuse da tempo che nascondono bauli impolverati pieni di ricordi dolorosi e che il marito custodisce segreti oscuri che non ha intenzione di rivelarle.
Il parto la costringerà poi a confrontarsi con una scelta molto dolorosa e la porterà a sua volta a dover chiudere in sé un segreto potenzialmente distruttivo per il suo matrimonio e la sua vita.
Gwendolyn dovrà trovare il modo di sopravvivere ai suoi segreti e muoversi in una realtà che, da idilliaca che pareva all’inizio, sembra sempre più simile a un incubo: dovrà riuscire a districarsi tra mezze verità, cognate antipatiche e spocchiose, donne affascinanti che provano a insinuarsi nel suo matrimonio e un gentiluomo mulatto che sembra sempre accorrere in suo aiuto quando più ne ha bisogno, fino a quando tutti i segreti e le menzogne cadranno e la verità sarà svelata.

Non vi anticiperò altro del racconto

Con questa breve sinossi spero di avervi fatto venire un po’ di quella curiosità, di quel prurito alle dita delle mani, che vi spingerà a comprare il libro, o a prenderlo in prestito dalla biblioteca, per iniziarne a sfogliare le pagine.
Troverete uno stile di scrittura che vi farà scivolare dolcemente in un’epoca lontana e in luoghi esotici e misteriosi: attraverso le parole di Dinah vi sembrerà di sentire il calore del sole e l’umidità del clima dello Sri Lanka sulla pelle, di odorare il profumo delle piantagioni di tè e della natura incontaminata, di udire distintamente i versi degli animali nella foresta.

Paul Sweeney diceva:

“Si è letto un buon libro quando, girata l’ultima pagina, ti sembra di aver perso un amico questa è l’esatta sensazione che ho provato quando sono arrivata all’ultima parola della storia e sono sicura che anche a molti di voi succederà lo stesso, se deciderete di leggere questo libro emozionante e per niente scontato.”

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