la mia vita gluten free

La mia vita gluten free a New York!

La mia vita gluten free a New York, cronache di una guida turistica per un soggiorno a rischio zero.
E’ questo il titolo completo che ha scelto Nicola Menicacci per iniziare a raccontare di sè in questo guest post.
Nicola è una guida turistica e organizza i vostri viaggi a New York, visitate la sua pagina Facebook e seguitela: La tua guida a New York.
Qui di seguito troverete la sua storia e i locali dove mangiare senza glutine nella Grande Mela!

La mia vita gluten free a New York

A 46 anni ho scoperto di essere celiaco. A 48 anni mi sono trasferito a New York. Ho ricominciato tutto daccapo. Anche con l’alimentazione.

New York City è una delle città più famose e popolari del mondo. È una metropoli enorme con molto da offrire, sia ai suoi residenti che ai milioni di turisti che vi si recano.
Tuttavia, per le persone affette da celiachia, vivere in questa città, soprattutto per il breve arco di una vacanza, può essere piuttosto difficile.
Non solo devono preoccuparsi di evitare il glutine, ma devono anche stare attenti a dove mangiano. Adesso vi racconto la mia vita senza glutine a New York City.

Mi sono trasferito qui nel 2017, due anni dopo aver scoperto di essere celiaco. All’inizio tutto andava a gonfie vele.
Nel primo mese ho abitato a Bed-Stuy, quartiere popolare di Brooklyn, dove paradossalmente riuscivo a trovare sempre qualcosa senza glutine – pane, pasta e quello che noi italiani definiamo un cibo di base.
Nel nuovo appartamento a Manhattan, a East Harlem, le cose sono cambiate. E non in meglio.
East Harlem è un quartiere che molti definirebbero “popolare”, con molti projects, l’equivalente delle nostre case popolari.
Molte persone vivono con un benefit di sussistenza; purtroppo l’educazione, inclusa quella alimentare, è scarsa.
In Europa, e soprattutto in Italia, l’educazione alimentare è anni luce avanti rispetto ad altre parti del mondo.

All’inizio è stato difficile trovare del cibo che potessi mangiare. O forse dovrei dire complicato.
Pur vivendo a tre isolati da Central Park, l’America dove tutti possono trovare tutto non era a portata di mano. La casa era perfetta, con addirittura un piccolo backyard.
Per le mie esigenze alimentari, la location avrebbe potuto essere migliore.
Il supermercato vicino a casa serviva una comunità in maggioranza ispanica. Quindi, per fortuna, prodotti con farina di mais non mancavano.
Il pane però è stata una tragedia, assieme al companatico.
A questo aggiungiamo il fatto che in quel supermercato tutti parlavano spanglish, quel misto incomprensibile tra inglese e spagnolo.
Un giorno, mentre chiedevo del gluten free bread, il ragazzo ha fatto una faccia che chiaramente diceva che non aveva la benché minima idea di cosa parlassi.
Mi ha comunque aiutato, accompagnandomi allo scompartimento. Tuttavia, man mano che gli dicevo di no, la sua frustrazione, alimentata dalla barriera linguistica, cresceva sempre più.
Fin quando, orgoglioso, mi ha mostrato una confezione di pane biologico, con una faccia come dire: “è stata lunga ma c’è l’abbiamo fatta!” Io l’ho guardato e gli ho detto: “me mata”, questo mi uccide!

Quel povero ragazzo è diventato bianco in volto ed ha cominciato a scusarsi. L’ho rassicurato e sono rientrato a casa con le mie tortillas.
E da lì ho cominciato ad usarle regolarmente. Due giorni dopo, tornato al supermercato, lo stesso ragazzo mi è venuto incontro e mi ha detto di seguirlo.
E, fiero come solo una persona che vuole rendersi utile può essere, mi ha dato una confezione di pane gluten free.
Mi ha detto che era tornato a casa, che si era informato e il giorno dopo aveva chiesto al suo capo di aggiungere questo articolo al nuovo ordine.
Non vivo più a East Harlem da quasi tre anni, ma spero che quel ragazzo abbia fatto tanta strada.

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Sull’America si possono dire tantissime cose, ma non che non sia un paese accogliente.
Soprattutto New York. New York è una città che accoglie i nuovi arrivati a braccia aperte.
I newyorkesi hanno un approccio molto positivo nei confronti dei newcomers.
Questo perché 7 newyorkesi su 10 sono nati altrove e sanno bene le difficoltà legate al trasferirsi in questa grande città.
Già dopo 2 settimane, tutti mi avevano fatto capire che non era importante da dove venissi.
Quello che contava era che ora fossi parte della comunità e tutto quello che contava era rispettare le regole e tutti gli altri.
A East Harlem, nonostante (soprattutto i primissimi mesi) fossimo gli unici bianchi che facevano la spesa al supermercato o al deli, nessuno ci ha discriminato o aggredito.

Ma torniamo al glutine.

Tutti vengono a New York per i film, per il lusso e perché è la città che non dorme mai. Non per il cibo (a torto, peraltro).
Quando gli italiani partono per l’America, portano con sé la convinzione che troveranno solo cibo spazzatura. E fanno di tutto per confermare questa convinzione limitante.
La verità è che qui si mangia benissimo; ma, come sempre, dobbiamo sapere cosa cercare e dove andare.
Quando si cammina per New York è normale vedere qualcuno con un sandwich in mano.
Magari bello carico, succulento, con roba che cade e cola da tutte le parti! Qui le porzioni sono enormi! Lo vedi e pensi: “Lo voglio anch’io!” Poi ti domandi: “Ma sarà sicuro?” Nella maggior parte dei casi, purtroppo, no.
Qui, sfortunatamente, la gente spesso non ha idea di cosa sia la celiachia.
Se non sei in una pasticceria o in un panificio, molti pensano che se chiedi qualcosa gluten free, significa che vuoi qualcosa di biologico, organic come lo chiamano qua.
Nella maggior parte dei casi infatti, mediamente si pensa che, nei cibi, la distinzione sia tra industriale e biologico.
Magari vi parleranno della pasta o del pane; ma poco più. Ho trovato glutine anche in conserve di pomodoro. Ed è tutto dire.

In realtà quello che si deve fare è un salto di pensiero. Quando ci si adatta al nuovo sistema e si capisce come la pensano e soprattutto come vedono la cosa, si scopre che gli alimenti senza glutine sono sempre più disponibili nei supermercati e nei ristoranti.
Certo che se si va da Shake Shack o nei fast food, spinti dalla convinzione che qui si mangia male, e anche se offrono opzioni gluten free, poi non lamentatevi se avete “dolori de panza”!
Non mi ci è voluto molto per capire che i prodotti senza glutine sono meno comuni rispetto a quelli che possiamo trovare in Italia.
Come se non bastasse, gli scaffali dedicati sono quasi sempre solo nei supermercati, soprattutto quelli che coprono l’intero territorio nazionale.
Il che significa che devi cercare con attenzione. Inoltre, le etichette sono diverse.
Quindi, quando si è a New York e negli Stati Uniti in generale, basta rendersi conto di una cosa semplice: qui tutto è diverso. Comprese le misure.
Non arrabbiatevi se tutto è misurato in piedi, pollici, once e libbre. Qui funziona così.
Dove è possibile trovare facilmente cibo certificato gluten free?
Fortunatamente in numerosi posti.

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La mia vita gluten free a New York: Trader Joe’s

Il primo, il meglio fornito, con un occhio molto attento a questa patologia e soprattutto una scelta molto varia, è Trader Joe’s.
Trader Joe’s è la miglior opzione per le persone che cercano cibi senza glutine che siano allo stesso tempo sicuri e buoni.
Numerosi articoli sono prodotti in Italia , compresi quelli che non sono strettamente senza glutine.
Se assolutamente necessario evitare il glutine, questo è il negozio che fa per voi.

La mia vita gluten free

Non ho mai trovato cibo che, anche se non marcato gluten free ma con ingredienti giusti, mi abbia mai dato problemi.
Trader Joe’s ha molti prodotti col proprio marchio. È possibile trovare inoltre moltissimi altri articoli, tutti gluten free.
E tutti chiaramente accessibili. Inoltre, esiste un’intera sezione dedicata al pane senza glutine, comprese le bagels, che non sono per niente male!
Ci sono numerosi punti in tutta Manhattan e anche qualcuno a Brooklyn. In Manhattan sono in maggioranza nel west side.

La mia vita gluten free

Morton Williams

Non ci sono invero moltissimi Morton Williams in giro per la città. E i prodotti senza glutine non sono in fondo tantissimi.
Il punto forte di questa catena è che offre i prodotti della Schar, un’assoluta sicurezza per le persone come noi. E oltre alla Schar, potete facilmente trovare gli ottimi prodotti Glutino.
Oltre ad un’ottima pasta come la Banza, oltre a favolosa pasta di lenticchie rosse, di fagioli ed altro, a marca Explore Nature e Tolerant.
Assolutamente consigliate (Trader Joe’s ha comunque un’ottima selezione di pasta a marchio proprio).

La mia vita gluten free a New York: Whole Foods Market

Da quando Whole Foods è stata acquistata da Amazon, il suo approvvigionamento è decisamente aumentato.
Whole Foods Market è una grande catena dove praticamente tutto è biologico.
Questo lo rende molto conveniente per coloro che vogliono acquistare alimenti biologici su base regolare. Ovviamente, non necessariamente biologico significa senza glutine.
La scelta, tuttavia, è notevole. Tuttavia io continuo a preferire Trader Joe’s. Maggiore scelta e più convenienti i prezzi. Capite benissimo di cosa parlo quindi.

Eataly

Ovviamente non possiamo non considerare il tempio del cibo italiano. Questo gigante ideato da Oscar Farinetti e gestito a New York grazie alla sapiente arte di Lidia Bastianich e Mario Batali, ha ovviamente un’ottima scelta di cibo realmente italiano e senza glutine.
Unica avvertenza, mettete mano al portafogli. Meglio se avete una carta di credito con massimale illimitato. American Express e Eataly funzionano benissimo assieme.

La mia vita gluten free a New York: ristoranti e pasticcerie

Detto questo, consideriamo anche quali ristoranti e pasticcerie possiamo frequentare senza problemi.

Per le pizzerie, un discorso va fatto a parte. Molte pizzerie offrono pizze senza glutine.
Purtroppo però, nella stragrandissima maggioranza dei casi, la gluten free crust è una base surgelata. Dati i prezzi di New York, spendere 20 Dollari per una base già preparata che chissà da quante settimane è in un congelatore non la vedo come una soluzione ideale.
Purtroppo anche le pizzerie italiane ritenute “il top” qui in città non sfuggono a questa regola.

Vi sono però delle brillanti e degne eccezioni. La prima di queste è Kestè, presente sia a Fulton Street che a Bleecker Street.
La pizza senza glutine non è una base surgelata. Molto, molto buona.

Ma secondo me la miglior pizza senza glutine di tutta la città di New York rimane quella di Sottocasa nei suoi due punti a Boerum Hill a Brooklyn e Harlem.
Nei due locali, la senza glutine è diversa, perché è preparata ad hoc. Due ristoranti, due cuochi, due risultati diversi.
Non vi dico quale delle due preferisco, non voglio neanche pensare di mettere a confronti due grandi professionisti come Luca e Matteo. Sarebbe profondamente ingiusto.
Anche Pizzarte ha un’ottima pizza senza glutine preparata appositamente; la scelta e la varietà di Sottocasa, tuttavia, non la batte nessuno.

Hamburger gluten free a New York!

Passiamo poi al vero e proprio cibo americano. Partendo dal suo piatto principe, l’hamburger.
Dimenticate tutte quelle stupidaggini di Shake Shack. Lasciate perdere Five Guys, che non ha opzioni senza glutine.
E andate sicuri, tranquilli e rilassasti a Five Napkin Burger.
Ottima carne, patate fritte garantite senza glutine e un ottimo gluten free bun, sempre fresco. L’eccellenza fatta hamburger.

Addirittura una catena che molti snobberebbero come Planet Hollywood ha piatti senza glutine. E, che ci crediate o no, i prodotti sono sempre freschi.

Se volete delle ottime patate fritte, rigorosamente rispettose delle nostre esigenze, allora non potete perdervi Pommes Frites a MacDougal Street, nel cuore del Greenwich Village.

Il ristorante Principe del senza glutine è, per l’appunto, Senza Gluten, decisamente a Sud di Houston Street, anche se la zona, per i purasti, non è proprio SoHo. Lì andate, ovviamente, sul sicuro.

La mia vita gluten free a New York: Friedman’s

Ma se mi chiedeste quale, per me, è il vero re del cibo senza glutine a New York, il posto nel quale vado più volentieri, nel quale mangio sempre benissimo, al punto di trasferirmi un un building che sta proprio accanto ad uno di questi ristoranti (tecnicamente parliamo di un franchising, ma ogni ristorante ha proprietario e staff distinti), la risposta è una e una soltanto: Friedman’s.

Dai pancakes nel weekend al leggendario pastrami reuben, passando per un ottimo hamburger sia tradizionale che di tacchino ed un falafel burger, Friedman’s è dichiaratamente lo specialista del senza glutine a New York. Come Trader Joe’s lo è per i supermercati, Friedman’s lo è per i ristoranti.

E per chi ha uno sweet tooth? Dimenticatevi il boss delle torte, dimenticatevi anche Magnolia Bakery. S
e davvero volete dolci di qualità strepitose, certificati gluten free, dairy free e kosher, il nome è uno solo: By the Way Bakery, nei suoi due punti vendita su Broadway nell’Upper West Side e Lexington Avenue nell’Upper East Side.

Come vedete quindi, a dispetto della paura, della diffidenza e, se si vuole, dei pregiudizi e dei luoghi comuni, a New York anche un celiaco può trovare soddisfazione nel cibo.


Controllate la data di scadenza del vostro passaporto. Adesso non avete più scuse!

Se anche voi vorreste vedere pubblicato il vostro articolo, potete scrivere per noi!
Potete raccontare di un vostro viaggio, farci conoscere la vostra città oppure una ricetta senza glutine.
Scriveteci a saretta@iriseperiplotravel.com

9 thoughts on “La mia vita gluten free a New York!

  1. Sono stata a New York tante volte, e posso dire di aver sempre mangiato bene. Purtroppo sono in tanti a pensare che si possa mangiare solo cibo spazzatura, ma spesso si tratta di quelle persone che pensano che solo in Italia si mangi bene 😉 Non ho intolleranze alimentari quindi non è mai stato un problema per me, ma mi rendo conto che viaggiare per chi ne soffre sia un problema!

  2. Un articolo davvero molto utile soprattutto per chi ha problemi di celiachia e non sa come muoversi! Bellissimo articolo, soprattutto il titolo!

  3. Che fortuna, ci voglio venire anch’io a New york a mangiare tutte queste meraviglie senza glutine, in Indonesia trovo poche cose e tutte sono super costose ( forse questo del costo alto è ovunque )

  4. Grazie per aver condiviso questa esperienza!
    Io sono celiaca da quando ho 12 anni e ancora oggi impazzisco fuori dall’Italia perché la Celiachia è trattata forse con meno importanza!
    E trovo tu abbia ragione: quando si è lontani dall’Italia, bisogna fare uno scatto di pensiero e ragionare come i paesi in cui ci troviamo! In qualche modo ce la caviamo sempre!

  5. Questa è una vera e propria guida salvavita per chi soffre di celiachia e ha in programma un viaggio a New York! Devo dire che non mi aspettavo una carenza di prodotti gluten free in un posto come questo e invece devo ricredermi!

  6. Ho fatto un viaggio a New York con un’amica intollerante al glutine e mi sono resa conto di quanto sia difficile viaggiare con questo problema. Abbiamo faticato parecchio e fatto chilometri alla ricerca di prodotti e ristoranti sicuri. Ottima guida: la passerò alla mia amica!

  7. L’ultima volta che siamo stati a New York è stato poco prima di scoprire di essere celiaca, quindi durante il viaggio non mi ero posta il problema. Prendo volentieri nota delle indicazioni perché quando si sta in un luogo lontano, in cui si parla una lingua diversa e in cui si “vive” per pochi giorni, si rischia di passare il poco tempo disponibile a fare la caccia al tesoro dei prodotti adatti, sicuri e non contaminati… Grazie per i suggerimenti!

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